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Scritture di esistenza e resistenza nella società multimedioevale

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Prefazione in forma di lettera

Edmond Jab?®s, Canzoni per il pasto dell’orco, Quaderni del gallo silvestre, Manni, Lecce 2004

mercoledì 16 febbraio 2005

Edmond Jab?®s, filosofo, poeta e scrittore sapienzale, ci ha lasciato un’opera che ?® l’esperienza di una continua domanda, testimonianza della ricerca di un senso al quale sempre segue un senso ulteriore che si d?† solo nell’interrogazione stessa. Spirito inquieto, nato al Cairo nel 1912, ?® vissuto in Egitto fino al 1957 quando ?® costretto a lasciare la sua terra per motivi razziali. Si trasferisce allora a Parigi, dove vivr?† fino alla morte, nel 1991. Amico di Max Jacob, si avvicina al gruppone surrealista senza aderirvi pienamente, evitando di appiattirsi sulle sue istanze. Nel 1963 pubblica Le livre des questions, primo capitolo di un ciclo fatto di apologhi illuminanti, tra ermeneutica e riflessione esistenziale.
Le Chansons pour le repas de l’Ogre erano in origine una sezione del libro Je b?¢tis ma demeure (Gallimard, Parigi 1959). Quella che segue ?® la prefazione che Jab?®s ha apposto alla plaquette della collana Chirografie (Barbabl??, Siena 1985) con le traduzioni di Attilio Lolini e Antonio Prete, finalmente riproposta in volume con il testo a fronte tra i Quaderni del gallo silvestre (e di cui pubblichiamo qui una scelta di testi). Di Jab?®s, nella stessa collana di Quaderni erano gi?† state pubblicate nel 2002, a cura di Chiara Agostini e con un saggio di Antonio Prete, le Poesie per i giorni di pioggia e di sole e altri scritti. (lf)

La proposta di Attilio Lolini e di Antonio Prete di tradurre la mia piccola raccolta di poesie intitolata Chanson pour le Repas de l’Ogre, apparsa più di quarant’anni fa - di fatto i miei primi testi non sconfessati - mi ha riportato a quegli anni di guerra, quando la morte trionfava dappertutto.

Morte dell’uomo nel dolore di uomo, Morte dell’uomo nella volontà profonda di salvare l’uomo: la posta in gioco era precisa, anche se solo più tardi ne avremmo potuto misurare la vera portata.

L’orrore non ha alcun limite.
L’orrore si nutre di orrori. Da ogni luogo, nel cuore della notte, esso ci sfidava.

L’uomo era, d’improvviso, privo di risorse.
L’occhio aveva perduto l’occhio. L’orecchio aveva perduto l’orecchio. La bocca aveva perduto la bocca.

Che cosa poteva significare, in quel tempo, scrivere? Niente. Tutto era detto senza di noi.

Dinanzi alla morte, chi è capace di salvarsi? Soltanto la morte, non c’è dubbio, e forse anche l’infanzia: l’innocenza, il primo sorriso, le lacrime precoci. Richiami disperati rivolti alla tenerezza, all’amore, all’aurora, alla vita.
Un mezzo per sopravvivere, per noi, una possibilità - ahimé molto esile, e tuttavia una possibilità - di ritrovare una verità che ancora non si dava come suprema verità, essendo solo trasparenza.
Per questa via avremmo, di nuovo, la fortuna di guardare, per un momento, il mondo con stupore.
La morte è senza potere contro ciò che stava per germinare, crescere, espandersi.

Così nacquero queste canzoni.
Gettare in faccia al male e all’infelicità un po’ di questa ricchezza ereditata dall’infanzia e dalla prima adolescenza.

C’è tanta leggerezza nella felicità. Chi avrebbe potuto supporre che essa conteneva tanta gravità?

Le traduzioni di Attilio Lolini e di Antonio Prete, segnate dalla personalità di questi due scrittori, permettono oggi alle Chansons pour le repas de l’Ogre di affrontare, nell’amicizia e nella prossimità, un nuovo destino.

Che l’uno e l’altro siano qui ringraziati.

Edmond Jabès

(Parigi 1985)



Bibliografia di Edmond Jabès

Je bâtis ma demeure, 1943-1957, 1975;
L’eau du puits, 1955;
L’absence de lieu, 1956;
Chansons pour le repas de l’ogre, 1943-1945;
Le fond de l’eau, 1946;
Trois filles de mon quartier, 1947-1948;
La voix d’encre, 1949;
La clef de voûte, 1949;
Les mots tracent, 1943-1951;
L’Écorce du monde, 1953-1954;
Le milieu d’ombre, 1955;
Du blanc des mots et du noir des signes, 1953-1956;
Petites incursions dans le monde des masques et des mots, 1956;
Le pacte du printemps, 1957;
Le livre des questions I, 1963;
Le livre des questions II, 1964;
Le livre des questions III, 1965;
El ou le Dernier livre, 1973;
Récit, 1980;
Le livre des marges, 1987;
La mémoire et la main, 1974-1989.
I. Des deux mains, 1975;
II. Le sang ne lave pas le sang, 1976-1980;
Le livre des ressemblances, 1980;
Le livre des questions IV, 1983;
Le livre du dialogue, 1984;
L’appel, 1985-1988;
Le parcours, 1985;
Le livre du partage, 1987;
Poésies complètes, 1990;
Désir d’un commencement, angoisse d’une seule fois, 1991;
Le livre de l’hospitalité, 1991;
Petites poésies pour les jours de pluie et de soleil, 1991.

Qui un elenco dei suoi libri disponibili in italiano.

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