Nella drammatica estate del 1943, Thomas Mann tiene la conferenza Destino e compito alla Library of Congress di Washington, presentando al pubblico americano la sua visione del futuro della Germania, e quindi dell’Europa tutta. Pur senza dimenticare l’aporia tra il ruolo dell’intellettuale e la missione dell’artista, in queste pagine Mann addita con fermezza e lucidità la via verso un “nuovo umanesimo”.
Con un ampio saggio e la sua traduzione di questo testo cruciale e poco conosciuto dell’ultimo Mann, Elena Sciarra ne indaga filologicamente le diverse stesure, lo stile e lo statuto di genere. Emergono così le problematiche politiche e filosofiche che avrebbero attraversato anche grandi opere narrative come la tetralogia biblica e il Doctor Faustus.
L’estratto che c’è in bandella*
«La Germania è Amleto», si era detto un tempo. «Tatenlos und gedankenreich – votata al pensiero e negata all’azione», l’aveva chiamata Hölderlin. Ma essa preferì di gran lunga votarsi all’azione e negarsi al pensiero. «Deutschland, Deutschland über alles: questa è la fine della filosofia tedesca», affermò Nietzsche.
Difendere la ragione contro il sangue e l’istinto non significa sopravvalutare la sua forza creatrice. Creatore è soltanto il sentimento da essa guidato, è l’amore operante. Thomas Mann
* Dove per “bandella” si intende l’aletta**
** Di copertina
L’indice generico che c’è in quarta
I. IL TESTO – 1. PERCHÉ DESTINO E COMPITO - 2. PERCHÉ UNA TRADUZIONE - 3. LA TRADUZIONE. PROBLEMATICHE AFFRONTATE - Il confronto tra i testi - La questione dell’oralità - Nuclei di immagini. II. I TEMI - 4. LA GENESI DI UNA «CHIACCHIERATA» - 5. IL DESTINO: CHE COSA È TEDESCO? 6. IL COMPITO: UN NUOVO UMANESIMO - Destino e compito di Thomas Mann – Schicksal und Aufgabe testo originale tedesco
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